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Imparare a giocare a calcio

Il fatto che il gioco del calcio abbia pochissime regole potrebbe far pensare che sia facile giocarci. In realtà il gioco del calcio è relativamente semplice per chi ci sa giocare bene ma è complesso imparare perchè ci si muove, si tocca la palla o si viene a contrastasto sempre e tutto con lo stesso arto: il piede. E' necessario un contesto di apprendimento adeguato: o giocando con gli amici magari nel campetto sotto casa oppure frequentando una formale scuola calcio in cui si permetta di giocare liberamente a sufficienza perchè il fatto di frequentare una scuola non è di per sè sufficiente a diventare bravi calciatori.

 

Il gioco del calcio

Il calcio è un gioco di squadra 'aperto' (come il basket, l'hockey, la pallamano) con gli avversari che possono invadere il campo avverso e quindi ad alto tasso di imprevedibilità che richiede un coinvolgimento importante sia delle facoltà di controllo motorio consapevole (durante le fasi di gioco in cui si ha tempo di rendersi conto delle condizioni di gioco) che di quelle di controllo inconsapevole (durante i contrasti o la pressione degli avversari).

Il gioco del calcio è tra i più diffusi al mondo forse perchè ha pochissime e semplici regole: la squadra che ha la palla cerca di fare goal nella porta avversaria senza toccarla con le mani mentre la squadra senza il possesso cerca di impedirglielo. Solo un giocatore può prendere la palla con le mani ma solo all'interno della prorpia area di porta oppure durante una rimessa laterale che poi è l'unico gesto tecnico codificato (al contrario di sport come, ad esempio, il rugby in cui tantissimi gesti sono codificati).

 

Gioco o Sport?

Il dilemma di ogni genitore è se lasciar giocare liberamente il proprio figlio sotto casa con gli amici oppure se iscriverlo a un corso presso una società sportiva specializzata. La mia opinione è che se c'è la possibilità non è mai controindicato giocare liberamente con gli amici per lo meno fino a quando le dimensioni del campo di gioco sono compatibili con lo sviluppo del bambino. Dall'adolescenza in poi è invece diventa importante giocare in spazi e con un numero di giocatori sempre più simile a quello che si troverà in età adulta.

L'altro dilemma atavico è se giocare partite o fare esercitazioni. La mia opinione è che giocando le partite si viene in contatto con tantissime situazioni e con molti principi tecnici e tattici del gioco: finalizzazioni, continuità, imprevidibilità, pressione da parte degli avversari e transizioni. La partita libera è teoricamente il miglior esercizio: più si gioca e più si diventa bravi. Mentre nel calcio di strada ogni bambino è costretto a cavarsela sempre da solo tirando fuori il meglio di sè in ogni occasioni nelle scuole calcio non sempre si gioca  in contesti simili a quelli del campetto sotto casa. E' chiaro che se il campetto del quartiere è pieno di giocatori di età superiore per cui per i più piccoli il gioco non è così coinvolgente allora diminuiscono le occasioni di esercitarsi per i bambini meno dotati e quindi è bene rivolgersi ad altri contesti in cui il bambino possa avere l'opportunità di confrontarsi in modo più diretto e costante con la palla e le situazioni di gioco.

"Il gioco che una squadra di adulti esprime non è un fenomeno spontaneo e naturale in quanto la sua realizzazione non è frutto della casualità o di un'autorganizzazione più o meno consapevole dei suoi componenti. Queste caratteristiche appartengono piuttosto al cosiddetto calcio di strada dove bambini e ragazzi si ritrovano per esprimere l'essenza dell'aspetto ludico di questo sport. Il gioco praticato da una squadra è invece un fenomeno costruito, in cui l'allenatore concretizza la sua idea di gioco" (Vulcano, Tesi FIGC 2021/22, vedi bibliografia).

Nel gioco di strada l'adulto è praticamente assente mentre in una società sportiva è tradizionalmente l'adulto che costruisce l'ambiente di gioco compiendo un atto che già distorce l'autonomia del bambino. Spesso gli adulti non sono consapevoli della serietà con cui ogni bambino affronterebbe e organizzerebbe invece da sè il gioco. Ogni bambino infatti gioca naturalmente per il gusto di giocare, al contrario ogni società sportiva persegue filosofie differenti:

  • ludica:        giocare per divertirsi
  • agonistica: giocare per raggiungere determinati traguardi
  • educativa:  giocare per allenarsi alla vita (anche se lo sport non è nato per educare)

Le società sportive, in base alla filosofia abbracciata, scelgono l'allenatore adatto e il tecnico dovrebbero rispettare le leggi naturali riguardanti l'età dei giocatori e i contenuti e la didattica si dovrebbero adattare alle caratteristiche dei bambini piuttosto che alle personali idee di gioco dell'allenatore. Nel calcio di strada in cui la finalità è quella del divertimento non esistono squadre o idee di gioco fisse nè tantomeno regole federali o allenatori per cui un conto è il gioco e un conto la pratica di uno sport anche se organizzato e con regole semplificate adatte all'età dei bambini.

 

Problemi del calcio

Lo sport è sempre organizzato dagli adulti per cui le cause dei problemi sono principalmente ascrivibili a una gestione sbagliata da parte degli adulti del percorso di appredimento offerto ai bambini spesso perchè è difficile capire le caratteristiche e i bisogni dei bambini che di volta in volta hanno di fronte. Ogni bambino, se lasciato giocare nel giusto contesto, trova la strada per apprendere e affinare le sue abilità meglio di quanto qualsiasi allenatore possa fare. Per questo, ad esempio, è solo dai 14 anni in avanti (dai 13 per le ragazze) che è bene che il gioco si svolga anche in società sportive. Il gioco sportivo può andar bene anche prima dei 14 anni ma solo se si svolge in un ambiente adatto alle reali esigenze del bambino e non a quello che pensano gli adulti o, peggio, scimmiottando i comportamenti degli adulti.

(clicca sul paragrafo per approfondire questo argomento)

 

Presupposti per l'Attività di base

Si può iniziare a imparare a giocare a calcio a partire dai 7 anni, età in cui lo sviluppo dei movimenti fondamentali dovrebbe essere già giunto a maturazione. Fino ai 7 anni si presuppone che il bambino abbia avuto adeguate possibilità di sviluppare la motricità di base. Ancora oggi però lo strumento principe dell'educazione motoria in età infantile è costituito dai cosiddetti giochi tradizionali figli di un tempo in cui la vita era dura, l'educazione autoritaria e chi sbagliava veniva punito anche fisicamente per cui l'eliminazione di un giocatore era una una delle pene meno temute.

(clicca sul paragrafo per approfondire questo argomento)

 

L'attività di base

L'attività di base è l'attività di formazione e sviluppo delle capacità di gioco del calcio che va dai 7 fino ai 17 anni circa ed ha peculiarità diverse da categoria a categoria. L'attività dei bambini è molto diversa anche da quella degli adulti sia in allenamento che nelle partite e per l'attività di base non bisogna prendere a modello di riferimento il calcio professionistico dato che lo scopo non è quello di vincere ma di imparare a giocare mentre nell'attività degli adulti assume fondamentale importanza il risultato e la prestazione individuale e di squadra. Mentre al centro dell'attività agonistica c'è il risultato e lo spettacolo (nel momento in cui è presente il pubblico) al centro dell'Attività di base c'è sempre e solo il bambino.

I contesti e i mezzi allenanti devono essere scelti in base allo sviluppo neuromotorio che è specifico e diverso per ogni età (o categoria) e per ogni abilità di un giocatore. Ad ogni gruppo di giocatori deve corrrispondere un contesto, una didattica e dei contenuti adeguati per cui non esiste un unico modo di allenare anche all'interno di una stessa società sportiva.

 

L'allenamento nella scuola calcio

L'allenamento si compone di diverse attività, alcune propedeutiche (non direttamente relazionate con la partita) cioè didattiche, altre situazionali-specifiche (situazioni di gioco, partite a tema, partite) con un elevato grado di libertà e imprevedibilità. Bisogna allenare le abilità specifiche del calcio senza sottovalutare che la multilateralità è sempre una buona cosa ma c'entra relativamente con un gioco specifico. Fondamentale è il contesto di gioco. Ad ogni contesto corrisponde una risposta specifica.

Ogni allenatore organizzerà l'attività diversamente in base alla mission societaria (ludica, tecnico-elitaria, educativa) e all'età e al livello di bravura dei giocatori. Ad esempio se il motivo per cui ci si allena è quello di divertirsi sarà dato molto più spazio ai giochi e alla partita libera e gli interventi dell'istruttore saranno ridotti al minimo anche verso quei giocatori maggiormente dotati.

Nel praticare il calcio di strada ci si allena in modo non programmato e non prevedibile ma sostanzialmente con buoni risultati. Non a caso la letteratura scientifica mostra che buona parte dei campioni sportivi ha militato per molta parte del percorso infantile in società non professionistiche. Il calcio di strada è funzionale fino all'età di 14 anni. Dai 14 anni in poi diventa sempre più importante allenarsi in situazioni specifiche che non è possibile trovare nel cortile di casa ma che necessitano di contesti adeguati: impianti di gioco, squadre e tecnici. Se per l'attività giovanile (dai 14 anni in avanti) è preferibile praticare il gioco organizzato non è detto che questa scelta porti i suoi frutti se applicati in età precedenti. Inoltre è molto difficile correggere successivamente le abitudini scorrette acquisite in età giovanile. Il gioco deve essere adeguatamente semplificato proponendo competizioni adatte per ogni specifica fascia d'età senza precorrere i tempi ma seguendo il naturale e fisiologico sviluppo del bambino.

 

Le capacità coordinative e la mobilità articolare

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Le capacità condizionali

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La tecnica

Generalmente allenata in situazionale ma se propedeutica allora va allenata in continuo, globale, mai analiticamente (vedi articolo sulla didattica)

  • rapporto piede/palla
  • conduzione della palla, cambio di direzione
  • passaggio (filtrante, oltre la linea di copertura)
  • controllo, stop, difesa della palla, ricezione
  • finta e dribbling frontale, dorsale e laterale, sterzata
  • possesso di posizione (3c3+2j)
  • timing, anticipo
  • situazioni di gioco
  • Gesti motori specifici

 

La tattica

Quella individuale si insegna e si allena solo dalla categoria esordienti in poi (nei giovanissimi si introduce la tattica di reparto e negli allievi quella di squadra)

  • linee di passaggio
  • possesso in continuità con la transizione
  • duelli (1c1, 2c1, 2c2)
    • 1vs1, situazionale (mistersoccer italia, YouTube)
  • (2c2 + 4 sponde)
  • offensiva
    • sostegno
    • smarcamento
    • scaglionamento
    • ampiezza
    • mobilità
    • imprevedibilità
    • penetrazione
  • difensiva
    • marcatura
    • pressione
    • scalata
    • copertura

 

Il ruolo del portiere

  • la presa frontale, analitico (Daniele Monzani, YouTube)
  • la parata
  • Avvio al tuffo, analitico       (Daniele Monzani, YouTube)
  • Il tuffo, analitico                 (Daniele Monzani, YouTube)
  • Affinare il tuffo, analitico     (Francesco Scabar, YouTube)
  • le uscite
  • il rinvio
  • la posizione
  • l'intesa coi compagni
  • Relazionalità, inclusività, creatività

 * si possono allenare in sicurezza dai 14 anni in poi

 

Ai ragazzi va insegnata la lealtà, la correttezza, che tutti sbagliamo e che questo non vale un giudizio negativo sulla propria persona ma, anzi, è l'unico modo per migliorare.

 

Didattica:

La partita libera è il gioco più gradito e non può mancare in ogni seduta: più si gioca liberamente e più si diventa bravi a giocare le partite. Più si gioca vincolati e più si diventa bravi ma a fare i burattini. Anche dal punto di vista atletico la partita è allenante a patto che ogni giocatore sia davvero partecipe. Il gioco è la parola d'ordine soprattutto nelle categorie inferiori quindi, prima di tutto, spendere poco tempo per le spiegare le regole delle attività o del gioco del calcio che ne ha davvero molto poche: chi ha la palla cerca di fare goal nella porta avversaria e chi non ce l'ha cerca di impedirlo, questo è il succo.

Nella partita sono presenti il molti spunti tecnici e tattici per cui l'allenatore dovrebbe solo adattare gli esercizi alle situazioni, ai contesti-partita. Quindi è auspicabile che nelle attività siano presenti finalizzazioni, continuità, imprevidibilità, pressione da parte di avversari e variazioni.

Durante le partitelle (anche con vincoli o regole particolari) l'allenatore deve prestare la massima attenzione perchè è quello il contesto in cui ogni giocatore esprime il meglio di sè e mostra gli errori su cui deve lavorare. Bisogna lasciar liberi gli allievi di sbagliare magari facendoli riflettere singolarmente sulle loro percezioni sensoriali in modo che prendano sempre più confidenza col proprio corpo, con le proprie scelte spesso inconsapevoli. Allena molto di più la partita dell'allenatore. A livello giovanile non è importante lavorare in funzione della prestazione. La correzione degli errori deve essere fatta al momento giusto (e non sempre il momento giusto è non appena l'errore sembri evidente), avendo ben compreso quale sia la causa dell'errore e utilizzando argomenti efficaci mentre non sempre conosciamo a fondo un allievo o troviamo le giuste parole per lui. Spesso è meglio un intervento in meno che uno in più, l'allenatore deve osservare e intervenire interrompendo il gioco solo se proprio lo ritiene indispensabile. E' inutile sperare che le spiegazioni in allenamento si trasferiscano in scelte coerenti in partita.

Proporre situazioni ma quali? Osservare ma cosa? Intervenire poco anche se si commettono errori grossolani. Lasciar sperimentare, sbagliare, liberi i giocatori. Non lasciare nulla al caso e non fare le cose solo perchè si sono sempre fatte così.

Gli studi mettono in risalto l'efficacia dell'apprendimento differenziale basato sull'inserimento di continue e randomiche variazioni in oppisizione al tradizionale esercizio costruito nella speranza che la natura dell'apprendimento sia lineare cioè tante ripetizioni correggendo man mano gli errori

La didattica del calcio giovanile, approfondimento

 

Categorie della scuola calcio e del calcio giovanile

Attività di base per la formazione delle categorie dai 6 ai 13 anni (con data di nascita per la stagione sportiva 2022/2023) e con, tra parentesi, la taglia del pallone da utilizzare:

livello nati nel ... categoria scuola livello formativo (taglia palla)
U06-U07 2017-2016 piccoli amici ultimo anno di materna e 1a primaria abilità e capacità di base (3)
U08-U09 2015-2014 primi calci 2a e 3a primaria mini calcio 3:3 (3)
U10-U11 2013-2012 pulcini 4a e 5a primaria calcio a 5 e a 7 (4)
U12-U13 2011-2010 esordienti 1a e 2a media calcio a 8 (4)

 

Sono considerate calcio giovanile (in cui si gioca 11:11) le categorie:

  • u14-u15                   (nati nel 2009-2008),  giovanissimi (3a media e 1o superiore)
  • u16                          (nati nel 2007),          allievi                  (2o superiore)
  • u17                          (nati nel 2006),          allievi misti (maschi e femmine di due anni più grandi)
  • Juniores, 18-19 anni, (nati nel 2005-2004)
  • primavera, 20-21 anni ma solo per le squadre professionistiche (A, B, Lega Pro)

 

 

Risorse online:

 

 

 

 

 

Vivere

  • 10 10 2016

    E' complicato definire lo stato di sonno nell'adulto, definire le particolarità del sonno del bambino è ancora più difficile.

  • 16 02 2016

    Non esiste lo stile di vita perfetto. Un fenotipo rosso può esporsi al sole scozzese senza bisogno di particolari creme solari mentre un nero centrafricano non potrà vivere in Islanda senza una adeguata integrazione di vitamina D. Tutto è relativo ma ci sono dei criteri che possono aiutarci a capire quali comportamenti sono più a rischio e quali da evitare.

  • 31 03 2016

    Come spezzare l'incantesimo generato dalla mistura di stress, inquinamento, cibo spazzatura, farmaco-dipendenza e insostenibilità nel quale la vita moderna ci tiene prigionieri ?

    Cambiare modo di vivere non è impossibile.

  • 14 11 2016

    Attualmente non esistono criteri scientifici per valutare un eventuale deficit di Vitamina D in una donna gravida nè le conseguenze negative che un certo stato carenziale potrebbe comportare per la salute della mamma e del neonato.

  • 07 01 2017

    Il piano del parto è la descrizione di un progetto di nascita riguardante il travaglio e il parto che si svolgerà all'interno di strutture ospedaliere ma anche in casa. Va presentato e fatto controfirmare, possibilmente nei mesi prima del parto, all'ostetrica e ai primari di ginecologia e neonatologia della struttura ospedaliera presso cui si è orientati a partorire. 

  • 20 05 2023

    Il nostro sistema motorio non è più da considerarsi un mero esecutore passivo degli impulsi provenienti dagli organi di senso quanto piuttosto un sistema adibito alla comprensione degli atti altrui, includendo la possibilità di codificare tipo, modi, tempi di realizzazione e anche, ovviamente, l'esecuzione di un'azione.

  • 31 10 2019

    Spesso i genitori non sono ancora consapevoli dei pericoli (dieci motivi per non dare lo smartphone a tuo figlio) che lo stile di vita moderno comporta rispetto, ad esempio, alla facilità con la quale un bambino è esposto ai rischi dovuti all'uso improprio o prolungato di dispositivi delle nuove tecnologie (TV, tablet, cellulari, smartphone, etc). Sono state pubblicate le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria che mettono dei paletti ben precisi all'uso smodato o fuori del controllo dei genitori da parte dei più piccoli.

Guarire

  • 24 09 2016

    Le malattie moderne della società occidentale sono: Infarto, Ictus, Aterosclerosi, Diabete di tipo II, Sovrappeso, Obesità, Insulino resistenza, Attacco cardiaco, Disordine metabolico, Demenza, Cancro, Osteoporosi. Rachitismo, Carenza di Ferro, Autoimmunità.

  • 29 07 2016

    [in costruzione]

    Molte malattie autoimmuni hanno cause simili e sintomi correlati. Per quanto riguarda le cause bisogna distinguere quelle predisponenti la malattie da quelle che la fanno scatenare. Le prime determinano se una persona ha più o meno probabilità di contrarre nella sua vita una o più autoimmunità, le seconde detetminano il giorno in cui si scatenano i sintomi.

  • 03 03 2016

    L'alimentazione insieme all'epigenetica, al microbioma e allo stile di vita è una delle componenti che più influiscono sulla salute. Non esiste una dieta idealmente efficace per tutti anzi c'è una tendenza a personalizzarla. La ricerca scientifica ha determinato alcune linee guida ma di ordine molto generale. Le recenti evidenze microbiologiche nell'apparato digerente hanno trovato relazioni tra la salute e il microbiota, e quindi riaffermato l'importanza dei cibi che si assumono. Per meglio mantenerci in salute vanno usate modalità di coltivazione più naturali.

  • 16 06 2017

    Nel passato le vaccinazioni di massa hanno contrastato alcune pericolose malattie come il vaiolo nel XVIII secolo e la poliomelite XX secolo ma oggi, in assenza di  epidemie, sono messe in discussione. Desta stupore l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose per i soggetti più deboli (come morbillo, parotite, rosolia e varicella).

  • 19 05 2016

    La Vitamina D è un pro-ormone liposolubile coinvolto nella regolazione del calcio che è in grado di ridurre il rischio di tumori, la sintomatologia di malattie autoimmuni, neurodegenerative e cardiovascolari. Per il 90% è sintetizzata dalla pelle quando è esposta direttamente alla luce solare, recisamente quando i raggi ultravioletti della banda B (315-280 nm) incidono sulla pelle. Il restante 10% è assunto tramite dieta.  Nell'ultimo decennio l'RDA giornaliera è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno periodicamente riconsiderato il valore raccomandato.

  • 08 05 2016

    Scarica il decalogo ISDE (Medici per l'ambiente dell'ISS, Istituto Superiore di Sanità) riguardante la prevenzione della salute dagli inquinanti ambientali come il particolato sottile (PM10-2,5), interferenti endocrini (BPA o bisfenolo), pesticidi (gliphosato) e altre sostanze chimiche tossiche

Coltivare

  • 13 02 2016

    "Chi non pota, pota e chi pota, non pota" [vecchio proverbio siciliano, cit. Prof. Sottile]

    Potare significa modificare la forma di un albero in modo che possa crescere e fruttificare in modo equilibrato e adatto alle sue capacità. La potatura è una pratica che deve essere eseguita da personale esperto e attento al tipo e alla storia pregressa della pianta. I tagli, ridotti al minimo indispensabile per evitare pericolosi stress, devono essere considerati nell'ambito di una gestione complessiva della pianta.

  • 23 05 2016

    Lliberamente tratto da Agroecologia (Olivucci) in Laboratori dal basso

    Appunti per l'autoproduzione e il libero scambio tra contadini solidali di semi sani che conservano le caratteristiche della varietà e che sono ottenuti da impollinazione aperta cioè riproducibili le caratteristiche della varietà non ibrida, no OGM, e priva di qualsiasi manipolazione genetica.

  • 08 05 2016

    Una pianta è Autofertile quando è in grado di impollinarsi da sola (auto-impollinarsi) mentre quando il polline di una pianta non è compatibile con l'ovulo della stessa pianta si dice che una pianta è Autosterile.

  • 14 12 2015

    Si coltiva principalmente per produrre cibo (per sè e/o anche per altri) rispettando il naturale equilibrio delle fondamentali matrici fondamentali: il suolo, cioè la terra madre che accoglie, mantiene e fa evolvere la vita e la vita del suolo cioè il suo microbioma.

  • 11 04 2016

    L'orto naturale è coltivato secondo i dettami dell'agricoltura naturale che è un metodo di coltivazione per produrre cibo di qualità nel modo più naturale possibile, mantenendo o aumentando la fertilità del suolo senza impoverire i contadini.

  • 21 07 2016

    La rotazione è per convenzione una esigenza agronomica funzionale all'aumento della resa e della qualità del prodotto e stabilisce un ordine con cui si devono susseguire l'un l'altra le famiglie vegetali coltivate. Questo ordine dipende dalle esigenze nutritive delle singole specie coltivate.

Mangiare

  • 10 05 2016

    Adrenal Reset Diet, un innovativo approccio dietetico per ripristinare il corretto funzionamento surrenale. Uno dei problemi della moderna società di tipo occidentale è lo stress, in tutte le sue sfaccettature: fisico (legato all’ambiente in cui si vive e alle patologie croniche di cui si soffre), sociale (dovuto alla qualità delle relazioni che si mantengono), mentale (dovuto al modo in cui si reagisce alle situazioni che la vita presenta).

  • 16 02 2016

    Alimentarsi in modo naturale necessità di mangiare cibo naturale cioè coltivato in modo naturale. Questo tipo di cibo risulta più sano e nutriente e questo consente al nostro organismo di rimanere in salute, di prevenire le malattie moderne moderne e per contribuire a conservare l'ambiente naturale.

  • 18 02 2016

    Il latte materno è l'unico alimento, oltre all'acqua, completamente digeribile e funzionale alla salute. Tutti gli altri alimenti non tossici alle dosi consigliate sono comunque costituiti da un complesso di sostanze il cui effetto sulla salute spesso non è stato ancora ben studiato e/o ben capito.

  • 05 11 2016

    Molti stanno tornando a vinificare in proprio per avere un vino di qualità e sano, senza aggiunta di lieviti e solfiti ma non è per niente facile e ci vuole molta conoscenza, capacità, impegno e impiego di risorse per riuscire in questa impresa. Si dovrebbe bere vino senza solfiti aggiunti.

  • 27 11 2016

    L'animale che sente di essere a rischio di morire si mette autonomamente a digiuno. Per digiuno si intende nessuna assunzione di cibo ed è obbligatorio bere acqua durante qualsiasi tipo di digiuno. La scelta di digiunare va sempre concordata col proprio medico di fiducia e non deve essere fatta per seguire mode o col fai-da-te. 

Educare

  • 09 06 2017

    L'avventura dell'educazione parentale (o homeschooling, come la chiamano gli anglofoni) è una scelta che coinvolge tutta la famiglia in un groviglio inestricabile di esperienze ed emozioni e offre l'opportunità di approfondire la relazione tra genitori e figli in un contesto soggettivo, identitario e di appartenza già consolidato per cui non favorisce nuove tipo socializzazioni. La mancanza di socializzazione è la difficoltà maggiore per cui, specie in contesti di famiglie senza molti fratelli o sorelle, è saggio affiancare alle attività di istruzione parentale anche ulteriori proposte volte alla socializzazione al di fuori del contesto familiare (sport di squadra, giochi con altri bambini). 

  • 24 03 2023

    Il tradizionale metodo di allenamento prescrittivo per l'attività di base basato sulla pratica deliberata (ripetizioni in una progressione lineare dal semplice al difficile) è stato affiancato da metodi basati sulla Pedagogia Non Lineare.