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Capacità coordinative nel calcio

Le scienze motorie classificano le capacità coordinative (di base e specifiche) senza però essere in grado di stabilire la loro relazione con la tecnica e le abilità motorie specifiche di una disciplina diversa dall'atletica leggera. Generalmente si ritiene che siano capacità complesse e si raccomanda di rispettare una progressione legata prima di tutto all'età (prima giochi pre-sportivi, poi mini-sport ed infine lo sport vero e proprio) e alle capacità e caratteristiche individuali. Tale teoria e il classico modello di allenamento che ne discende rappresentato dall'educazione fisica sembra adattarsi a discipline chiuse come l'atletica leggera rispetto a sport di squadra "aperti" come il basket e il calcio. A questo contesto vai poi aggiunta la visione del modello cognitivista che vede l'individuo come un ambiente chiuso che esprime la sua gestualità in modo autonomo dall'ambiente grazie a una elaborazione cognitiva, basata sulla propria memoria motoria, delle informazioni ricevute dal sistema percettivo. Questo modello non chiarisce però alcuni aspetti fondamentali come la creatività e la ridondanza dei gradi di libertà motori a fronte di una mole informativa enorme. 

Le scienze motorie quindi distinguono:

  • le capacità coordinative
  • le capacità condizionali
  • gli schemi posturali e di base
  • la mobilità articolare e la flessibilità

Chiaramente per i bambini va considerato sempre che non bisogna esercitare le capacità condizionali e che tutte le altre espressioni della motricità vanno considerate sempre secondo una progressività legata all'età. 

 

Le Capacità Coordinative nel modello cognitivista

Determinate da processi neuro-muscolari, le Capacità Coordinative (CC) sono i "presupposti generali che consentono la guida, il controllo e la correzione del movimento al fine di renderlo preciso ed efficace" in vista di un determinato scopo. In pratica le CC facilitano il perfezionamento di movimenti complessi nei diversi stadi dell'apprendimento e consentono un rapido adattamento a condizioni esterne variabili e diversificate. Nel calcio lo scopo dei gesti motori può essere quello di fare goal o di passare la palla a un compagno, di impedire di realizzare un goal alla squadra avversaria o di riconquistare la palla. Se si inseriscono all'interno delle esercitazioni coordinative questi specifici scopi aumenta il transfer dalla seduta di allenamento alla prestazione. Le capacità coordinative specifiche sono così definite dalle scienze motorie:

  • destrezza (è il complesso di apprendimento, controllo, adattamento e trasformazione di gesti motori)
  • destrezza fine
  • equilibrio
  • reazione ed adattamento
  • combinazione motoria
  • fantasia motoria
  • orientamento spazio-temporale
  • differenziazione dinamica
  • anticipazione motoria
  • reazione motoria
  • memorizzazione motoria
  • ritmizzazione

oltre ad altre che possiamo tralasciare per non appensantire troppo la trattazione che è già abbastanza complessa e necessità sicuramente di una riduzione a concetti semplici. Questa riduzione semplificazione deve essere tarata rispetto alle finalità che ci si prefigge, in particolare bisogna tenere in considerazione le seguenti domande:

  • come allenare la coordinazione
  • come queste capacità influenzano la prestazione nelle varie fasce d'età?
  • come, quando e perchè devono essere allenate a secco, cioè senza palla?

Le capacità principali possono essere raggruppate in tre gruppi principali in funzione dello scopo che ci si prefigge:

capacità coordinative definizione dettagli indicaz. metodologiche (lavoro a secco e non)
agilità

controllo motorio dei

movimenti rapidi

frequenza dei passi

reazione/adattamento

esercitazioni analitiche e ludiche

senso del movimento (tecnica)

precisione dei movimenti

controllo del corpo

relazione con attrezzi/avversari

equilibrio (contrasti)

distanze e traiettorie

senso del gioco scelte di gioco adeguate compresione/anticipazione delle dinamiche del gioco giochi a squadre               (non necessariamente a calcio)

L'agilità riguarda la rapidità, il senso del movimento non è altro che la tecnica, il senso del gioco le scelte.

Si è visto che si ottenevano gli stessi risultati di sprint a secco ma si aveva un miglioramento sugli sprint con la palla se si allenava la coordinazione invece che solo lo sprint a secco (venturelli et altri 2008, https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19223678/).

Bisogna poi ricordare che il divertimento è la più grande motivazione a fare qualsiasi cosa, specialmente nei bambini, per cuil'allenatore deve integrare nei giochi quelle situazioni che esercitano le varie caratteristiche che intende allenare. Il gioco è una esperienza che risponde a tutti i bisogni del bambino, per lui tutto è gioco. I giochi hanno la capacità di stimolare le abilità sia sotto l’aspetto coordinativo che condizionale ed organico. In mancanza di attrezzature specifiche è preferibile scegliere giochi meno codificati oppure modificare quelli codificati semplificandoli e adattandoli ad uno svolgimento più creativo e con un numero di persone non rigido. Il confronto coi compagni, il misurarsi col tempo, il mettersi in gioco e la scoperta delle proprie possibilità non lo annoieranno mai. E' quindi fondamentale inserire sempre il gioco nelle categorie dei più piccoli.

 

Definizione di coordinazione e abilità (skills) motorie nel modello ecologico

 

La coordinazione è quella funzione che vincola i sovrabbondanti gradi di libertà motoria in una unità di comportamento (Kugler et al., 1980) in contrasto col tradizionale programma motorio.

Una abilità (motoria, cognitiva o percettiva) è un'attività che si può imparare (intenzionalmente e non), con uno scopo specifico riguardante un vasto range di comportamenti umani (Wiliam H. Edwards, Motor learning and Control: from Theory to Practise, 2010) ma anche un comportamento dinamico (possibilità di variare in funzione delle necessità e delle caratteristiche dell'individuo che mutano nel tempo), funzionale (rispetto alla persona e al contesto ambientale) e flessibile (adattabile) che temporaneamente e creativamente (senza averne alcuna memoria) è organizzato in un sistema di gradi di libertà (Shawn Myszka).

In parole povere queste definizioni ci ricordano le caratteristiche più importanti e cioè che le abilità sono di vario tipo ma che è difficile distinguerle nettamente in quanto l'obiettivo è raggiunto grazie alla combinazione di abilità di diverso tipo e che nessuno nasce imparato se non per pochissime gestualità ancestrali ma tutto va appreso in modo più o meno autonomo.

 

Apprendimento e valutazione delle abilità motorie nel modello ecologico

Sono tre i fattori che influenzano l'apprendimento di una abilità motoria:

  1. la natura delle abilità (aperte o chiuse, ad invasione o meno, natura degli attrezzi, regole, etc)
  2. l'allievo (età , sviluppo, caratteristiche organiche, quello che già sa fare, etc)
  3. l'ambiente (predicibilità o meno, presenza di avversari, meterologia, elementi percettivi)

Una performance nel modello ecologico si valuta rispetto a:

  • raggiungimento dell'obiettivo (quindi rispetto all'efficacia e non rispetto all'estetica)
  • efficienza energetica
  • tempo impiegato

 

Metodi per lo sviluppo delle capacità coordinative nel modello cognitivista

Ricordando che non vanno mai esercitate in condizioni di affaticamento bisopiede8

  • variare la posizione di partenza e arrivo
  • variare l'intensità dei movimenti
  • variare la spazialità dei movimenti
  • variare la pressione temporale dei movimenti
  • variare l'esecuzione dei movimenti (bilateralità, al contrario)
  • variare l'ambientazione dei movimenti
  • variare la ricezione del tipo di consenso ai movimenti
  • introdurre variazioni e sollecitazioni casuali durante il movimento
  • combinare insieme più esercizi
  • eseguire gli esercizi con gli occhi bendati o chiusi
  • eseguire gli esercizi in condizioni non abituali, con aumentata difficoltà o facilità

Nel calcio è richiesta la rapidità, la precisione e la varibilità dei movimenti.

Di seguito un esempio di proposte per esercitare a secco le capacità coordinative utili soprattutto per le categorie da u8 a u13:

  • speed ladder running (corsa rapida con scaletta, Prof. Enrico Mordillo, YouTube)
  • didattica degli appoggi (funzionale alla corsa, Prof. Enrico Mordillo, YouTube)
  • over (ostacolini per la rapidità e la velocità, Prof. Enrico Mordillo, YouTube)
  • cerchi (per il ritmo, accoppiamento, combinazione, differenziazione, equilibrio, Prof. Enrico Mordillo, YouTube)

 

Criteri di valutazione delle capacità coordinative

  • la difficoltà di coordinazione del decorso del movimento
  • la precisione dell'esecuzione
  • il tempo dell'esecuzione

 

Le fasi sensibili di Martin nel modello cognitivista

Le fasi sensibili (di Martin) sono i periodi della crescita che sono particolarmente favorevoli per il loro incremento e quindi è particolarmente utile allenarli. La fase dai 7 ai 12 anni è quella più fertile per l'apprendimento motorio (vedi tabella seguente). Per le femmine ci sono piccole variazioni, più marcate dopo i 12 anni, in corrispondenza con l'ingresso nella pubertà che è anticipato di un anno circa rispetto ai maschi.

capacità coordinative /età 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
coordinazione sotto pressione temporale x x x              
differenziazione spaziale, temporale, cinestetica x x     x x        
reazione acustica e ottica     x x x          
ritmo       x x          
orientamento             x x x  
equilibrio         x x        

 

Le attività coordinative da proporre in riferimento alla fascia d'eta sono:

  • i giochi di gruppo con gare a squadre (adatte a tutte le età)
  • i percorsi motori con o senza palla (adatti a tutte le età)
  • le esercitazioni integrate (adatte a tutte le età)
  • le esercitazioni analitiche (non adatte ai piccoli amici/primi calci)

 

Gli schemi motori di base

Gli schemi motori di base sono il patrimonio primario dell'adulto e sono: rotolare, strisciare, correre, camminare, lanciare, afferare, saltare. Essi si esercitano e consolidano a partire dalla prima infanzia (generalmente fino ai 6 anni) e su di essi fanno perno tutti gli ambiti motori più complessi.

 

Le capacità condizionali

(clicca sul link per approfondire questo argomento)

 

Mobilità articolare, flessibilità ed elasticità muscolare

Mobilità articolare, flessibilità ed elasticità sono concetti diversi e che afferiscono a organi diversi anche se c'è un rapporto tra loro. Una prima macro differenza esiste tra l'apparato articolare e quello muscolo tendineo. Lo stesso muscolo in genere ha considerevoli escursioni di resistenza rispetto al tendine per cui un allungamento può comportare carichi differenti tra tendine e muscolo.

  • la mobilità articolare è la capacità che hanno le articolazioni di muoversi con fluidità e alla massima escursione articolare possibile (è determinata sia da processi energetici che neuro-muscolari e si esercita con circonduzioni, ampi movimenti, slanci, flessioni, molleggi, etc...)
  • la flessibilità muscolare sta ad indicare la capacità di un muscolo di rilasciarsi ed allungarsi (si esercita con lo stretching statico)
  • l’elasticità muscolare indica la capacità di allungarsi e di tornare il più rapidamente possibile alle sue dimensioni originali (si esercita con lo stretching dinamico)

La mobilità articolare, oltre a favorire il gesto motorio, aiuta a prevenire eventi traumatici osteo-articolari e muscolo tendinei, favorisce la velocità del movimento, rallenta l’affaticamento e rende razionale il dispendio energetico. Può essere:

  • statica: qualità motoria che permette di compiere un movimento, sfruttando le possibilità di ogni singola articolazione
  • dinamica:
    • in stretta relazione con l'estensione dei muscoli perchè questi, tramite l'allungamento, devono consentire il movimento più ampio possibile
    • l'opposizione o la resistenza di un'articolazionee dei gruppi muscolari interessati al movimento

Il metodo per incrementare la flessibilità è lo stretching, attività che consiste nell’allungamento passivo (cioè dovuto alla sola forza di gravitào solamente alla postura), non mollegiato e non oltre la soglia del dolore delle fasce muscolari fino alla loro massima estensione che si deve mantenere, respirando in modo rilassato, per un tempo compreso tra i 30 sec. fino a un massimo di 1 minuto. Durante lo stretching passivo ci si posiziona in una determinata posa in cui il muscolo è sottoposto ad allungamento “passivamente”, assecondando la forza di gravità e mantenendo questa posizione di allungamento. Non sarà sempre la forza di gravità a fare il lavoro, ma si dovrà spesso impegnarsi mediante determinati movimenti del corpo, a posizionarlo nella miglior maniera per massimizzare i benefici di una posa. Una posa è di allungamento quando uno o più muscoli si trovano in una posizione in cui le fibre muscolari sono allungate oltre il loro abituale standard. Lo stretching passivo è particolarmente indicato per i novizi e i bambini a partire dagli 11-12 anni in poi.

 

Abilità e capacità riferite al calcio

ambito / fascia d'etàU6-U7, U8-U9U9-U10U11-U12
tecnica

palla calciata, non spinta

palla condotta e non inseguita

calcio con diverse parti del piede

combinare più gesti

palla condotta e non più inseguita a diverse velocità

esecuzione con l'arto non dominante

combinare rapidamente più gesti

valutare correttamente le traiettorie aeree

indirizzare la palla dove si desidera

efficacia dell'arto non dominante

tattica

orientarsi in campo in base ai riferimenti fissi

non pressare un avversario già pressato da un compagno

idea di trasmissione della palla, non liberarsene casualmente

orientarsi in campo in base ai compagni

riconoscere la distanza utile per il passaggio

sapersi smarcare nei pressi del portatore di palla

orientare il primo controllo di palla in base a una scelta fatta precedentemente

riconoscere i tempi di inserimento in fase offensiva

riconoscere i tempi di intervento sull'avversario portatore di palla (temporeggiare, accorciare, tackle)

motoria

accettare il contatto con l'avversario

cadere a terra senza farsi male

colpire il pallone con diverse parti del corpo (non solo con gli arti inferiori)

 

sapersi rialzare prontamente dopo una caduta

frenare e ripartire prontamente

difendere efficacemente uno spazio davanti alla palla

ricerca dell'equilibrio a seguito di contatto con l'avversario

elevata resistenza allo sforzo

non manifestare affatticamento dopo attività prolungata

allenarsi con continuità senza infortunarsi

relazionale

dimostra entusiasmo, generosità e continuità nelle azioni offensive come in quelle difensive

persiste alla ricerca della soluzione

partecipa alle decisioni regolamentari e all'organizzazione

chiede continuamente di giocare

si entusiasma in entrambe le fasi di gioco (possesso e non possesso)

rispetta l'errore proprio e del compagno

 

 

evita gli alibi

rispetta le regole

è positivo

si mette a disposizione della squadra

sprona i compagni

atteggiamento del mister

usa un linguaggio vicino a quello del giocatore

si assicura che chi è in panchina faccia una qualche attività di movimento

rispetta le differenze di interesse manifestate da ciascun giocatore

valorizza l'errore

usa un linguaggio non verbale sereno

rispetta le diverse capacità prestative di ciascun giocatore

stimola la comunicazione tra pari durante la partita

tiene in considerazione gli effetti della crescita disordinata

promuove l'autonomia dei giocatori

gestione del risultato

dopo un goal subito cercare subito di ripartire con fiducia e determinazione

mantenere lo stesso atteggiamento propositivo in ogni condizione di risultato e di contesto (allenamento, torneo, campionato)

i giocatori conoscono le modalità di assegnazione dei punti, dei tempi di gioco, dell'intera partita

non si deprimono per le sconfitte e non si esaltano per le vittorie

sono sempre propositivi anche in condizioni difficili

riconosce e valuta le ragioni di una sconfitta o di una vittoria

mantenere un atteggiamento propositivo anche a risultato acquisito

comunicazione tra giocatori

chiamare al compagno semplici soluzioni di gioco

verbalizzare le proprie emozioni nel post attività

dimostrare autonomia nelle incomprensioni e nei litigi e capacità di comporre i dissidi in modo equo

chiamare al compagno semplici soluzioni di gioco

parlare coi giocatori avversari per decisioni dubbie legate all'auto-arbitraggio

condividere coi propri compagni la gioia per una bella giocata

produrre soluzioni concrete invece di lamentarsi solamente dei problemi

padroneggiare una terminologia tecnica corretta

rivolgersi all'arbitro con educazione

regole del gioco

dopo aver preso goal riparte subito

sul retropassaggio il portiere può prendere la palla con le mani

si appoggia sul portiere solo per coinvolgerlo nella costruzione dell'azione

si avvale dell'assenza del fuorigioco in modo non intenzionale

in modalità auto-arbitraggio chiama solo i falli evidenti

rispettare le decisioni arbitrali
portiere

nei raggruppamenti si va in porta tutti a turno

non si distrae nemmeno quando la palla è lontana

prova a leggere le traiettorie alte anche se non sempre riesce a bloccare la palla

dirige la difesa

sta attento sulle palle inattive

 

utilizzare entrambi i piedi nella circolazione della palla

riconosce la modalità di pressione della squadra avversaria e sceglie il tipo di giocata liberatoria più efficace

palle inattive

conosce le modalità di ripresa del gioco

 

cerca di smarcarsi sui falli laterali a favore

organizza la barriera sulle punizioni a sfavore

marca efficacemente gli avversari sulle punizioni a sfavore

capisce quando si può battere velocemente o quando invece bisogna aspettare un piazzamento migliore da parte dei compagni

differenzia le modalità di tiro

riconosce quando le punizioni sono dirette o indiretta

 

 

Vediamo un esempio di come le capacità coordinative si correlano alla tecnica calcistica ad esempio nel gesto tecnico di calciare la palla:

  • ricorsa prima di calciare:
    • corsa, camminare (SMB)
    • appoggi dei piedi al terreno (ritmizzazione, combinazione, differenziazione, equilibrio dinamico, orientamento spazio-tempo)
    • oscillazione degli arti superiori (combinazione)
  • calcio della palla:
    • impatto (differenziazione cinestetica)
    • zona contatto piede (differenziazione cinestetica)
    • arto portante (equilibrio dinamico)
    • proseguio arto calciante (equilibrio dinamico)
    • azione motoria successiva (SMB, combinazione)

La coordinazione nel calcio moderno influenza in generale:

  • l'economia di corsa (anche con minor dispendio energetico)
  • la gestualità tecnica
  • la tattica (orientarsi, osservare, ...)
  • la gestualità specifica (i cambi di direzione, ...)
  • la prevenzione degli infortuni (bosu, tavolette propiocettive, saper allenare il ginocchio in fase di caduta ...)

L'attività motoria nel calcio giovanile deve essere esercitata per un 60% del tempo a partire dalle categorie piccoli amici e primi calci fino a un 33% nei giovanissimi. Nelle categorie inferiori (fino agli u11) si parte con proposte di tipo globale (giochi popolari, circuiti a stazioni, percorsi motori, gare a squadre) per arrivare (dagli u15 in poi) a proposte sempre più specifiche (tattica individuale, tecnica, prevenzione infortuni, ruolo). Ovviamente anche in età adulta bisogna esercitare la coordinazione motoria scegliendo di allenarls con la palla o a secco a seconda dell'età, delle capacità e delle finalità tecnico-tattiche. Si può inserire in ogni fase della seduta (attivazione, tecnica, situazionale, partita) oltre che in quella ad essa esclusivamente riservata che può essere messa tra due fasi con obiettivi diversi (tecnica e situazionale). Si può essere molto creativi ricordando però di proporre esercitazioni coinvolgenti, con difficoltà crescenti, senza tempi morti e variando i lavori.

 

Movimenti specifici del Calcio

Tecnica dei movimenti specifici del Calcio

 

 

la tecnica di corsa, (mistermanager.it, sito web di luca melli)

 

 

 azioni\variabili direzione intensità gradi posizione orientamento baricentro focus parti del corpo salto (stacco, terzo tempo) sequenza passi
stance x       x x x      

camminata, corsa,       corsa lanciata

x x       x x      
accelerazione x x       x x      
decelarazione x x       x x      
scivolamento x x     x x x     x
salto x x   x     x   x  
atterraggio x x x x     x x    
rialzarsi x x         x      
rotazione     x   x x x      
cambio di direzione   x x     x x      
tirare,   spingere x x   x x x x x x  

 

 

 

 

Contesti di gioco

 

 

 

 

L'allenamento vero e proprio è trattato nell'articolo riguardante l'allenamento del calcio in età giovanile.

 


Bibliografia:

Alberto Pasini: 

 

Vivere

  • 10 10 2016

    E' complicato definire lo stato di sonno nell'adulto, definire le particolarità del sonno del bambino è ancora più difficile.

  • 16 02 2016

    Non esiste lo stile di vita perfetto. Un fenotipo rosso può esporsi al sole scozzese senza bisogno di particolari creme solari mentre un nero centrafricano non potrà vivere in Islanda senza una adeguata integrazione di vitamina D. Tutto è relativo ma ci sono dei criteri che possono aiutarci a capire quali comportamenti sono più a rischio e quali da evitare.

  • 31 03 2016

    Come spezzare l'incantesimo generato dalla mistura di stress, inquinamento, cibo spazzatura, farmaco-dipendenza e insostenibilità nel quale la vita moderna ci tiene prigionieri ?

    Cambiare modo di vivere non è impossibile.

  • 14 11 2016

    Attualmente non esistono criteri scientifici per valutare un eventuale deficit di Vitamina D in una donna gravida nè le conseguenze negative che un certo stato carenziale potrebbe comportare per la salute della mamma e del neonato.

  • 07 01 2017

    Il piano del parto è la descrizione di un progetto di nascita riguardante il travaglio e il parto che si svolgerà all'interno di strutture ospedaliere ma anche in casa. Va presentato e fatto controfirmare, possibilmente nei mesi prima del parto, all'ostetrica e ai primari di ginecologia e neonatologia della struttura ospedaliera presso cui si è orientati a partorire. 

  • 20 05 2023

    Il nostro sistema motorio non è più da considerarsi un mero esecutore passivo degli impulsi provenienti dagli organi di senso quanto piuttosto un sistema adibito alla comprensione degli atti altrui, includendo la possibilità di codificare tipo, modi, tempi di realizzazione e anche, ovviamente, l'esecuzione di un'azione.

  • 31 10 2019

    Spesso i genitori non sono ancora consapevoli dei pericoli (dieci motivi per non dare lo smartphone a tuo figlio) che lo stile di vita moderno comporta rispetto, ad esempio, alla facilità con la quale un bambino è esposto ai rischi dovuti all'uso improprio o prolungato di dispositivi delle nuove tecnologie (TV, tablet, cellulari, smartphone, etc). Sono state pubblicate le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria che mettono dei paletti ben precisi all'uso smodato o fuori del controllo dei genitori da parte dei più piccoli.

Guarire

  • 24 09 2016

    Le malattie moderne della società occidentale sono: Infarto, Ictus, Aterosclerosi, Diabete di tipo II, Sovrappeso, Obesità, Insulino resistenza, Attacco cardiaco, Disordine metabolico, Demenza, Cancro, Osteoporosi. Rachitismo, Carenza di Ferro, Autoimmunità.

  • 29 07 2016

    [in costruzione]

    Molte malattie autoimmuni hanno cause simili e sintomi correlati. Per quanto riguarda le cause bisogna distinguere quelle predisponenti la malattie da quelle che la fanno scatenare. Le prime determinano se una persona ha più o meno probabilità di contrarre nella sua vita una o più autoimmunità, le seconde detetminano il giorno in cui si scatenano i sintomi.

  • 03 03 2016

    L'alimentazione insieme all'epigenetica, al microbioma e allo stile di vita è una delle componenti che più influiscono sulla salute. Non esiste una dieta idealmente efficace per tutti anzi c'è una tendenza a personalizzarla. La ricerca scientifica ha determinato alcune linee guida ma di ordine molto generale. Le recenti evidenze microbiologiche nell'apparato digerente hanno trovato relazioni tra la salute e il microbiota, e quindi riaffermato l'importanza dei cibi che si assumono. Per meglio mantenerci in salute vanno usate modalità di coltivazione più naturali.

  • 16 06 2017

    Nel passato le vaccinazioni di massa hanno contrastato alcune pericolose malattie come il vaiolo nel XVIII secolo e la poliomelite XX secolo ma oggi, in assenza di  epidemie, sono messe in discussione. Desta stupore l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose per i soggetti più deboli (come morbillo, parotite, rosolia e varicella).

  • 19 05 2016

    La Vitamina D è un pro-ormone liposolubile coinvolto nella regolazione del calcio che è in grado di ridurre il rischio di tumori, la sintomatologia di malattie autoimmuni, neurodegenerative e cardiovascolari. Per il 90% è sintetizzata dalla pelle quando è esposta direttamente alla luce solare, recisamente quando i raggi ultravioletti della banda B (315-280 nm) incidono sulla pelle. Il restante 10% è assunto tramite dieta.  Nell'ultimo decennio l'RDA giornaliera è stata oggetto di numerosi studi che ne hanno periodicamente riconsiderato il valore raccomandato.

  • 08 05 2016

    Scarica il decalogo ISDE (Medici per l'ambiente dell'ISS, Istituto Superiore di Sanità) riguardante la prevenzione della salute dagli inquinanti ambientali come il particolato sottile (PM10-2,5), interferenti endocrini (BPA o bisfenolo), pesticidi (gliphosato) e altre sostanze chimiche tossiche

Coltivare

  • 13 02 2016

    "Chi non pota, pota e chi pota, non pota" [vecchio proverbio siciliano, cit. Prof. Sottile]

    Potare significa modificare la forma di un albero in modo che possa crescere e fruttificare in modo equilibrato e adatto alle sue capacità. La potatura è una pratica che deve essere eseguita da personale esperto e attento al tipo e alla storia pregressa della pianta. I tagli, ridotti al minimo indispensabile per evitare pericolosi stress, devono essere considerati nell'ambito di una gestione complessiva della pianta.

  • 23 05 2016

    Lliberamente tratto da Agroecologia (Olivucci) in Laboratori dal basso

    Appunti per l'autoproduzione e il libero scambio tra contadini solidali di semi sani che conservano le caratteristiche della varietà e che sono ottenuti da impollinazione aperta cioè riproducibili le caratteristiche della varietà non ibrida, no OGM, e priva di qualsiasi manipolazione genetica.

  • 08 05 2016

    Una pianta è Autofertile quando è in grado di impollinarsi da sola (auto-impollinarsi) mentre quando il polline di una pianta non è compatibile con l'ovulo della stessa pianta si dice che una pianta è Autosterile.

  • 14 12 2015

    Si coltiva principalmente per produrre cibo (per sè e/o anche per altri) rispettando il naturale equilibrio delle fondamentali matrici fondamentali: il suolo, cioè la terra madre che accoglie, mantiene e fa evolvere la vita e la vita del suolo cioè il suo microbioma.

  • 11 04 2016

    L'orto naturale è coltivato secondo i dettami dell'agricoltura naturale che è un metodo di coltivazione per produrre cibo di qualità nel modo più naturale possibile, mantenendo o aumentando la fertilità del suolo senza impoverire i contadini.

  • 21 07 2016

    La rotazione è per convenzione una esigenza agronomica funzionale all'aumento della resa e della qualità del prodotto e stabilisce un ordine con cui si devono susseguire l'un l'altra le famiglie vegetali coltivate. Questo ordine dipende dalle esigenze nutritive delle singole specie coltivate.

Mangiare

  • 10 05 2016

    Adrenal Reset Diet, un innovativo approccio dietetico per ripristinare il corretto funzionamento surrenale. Uno dei problemi della moderna società di tipo occidentale è lo stress, in tutte le sue sfaccettature: fisico (legato all’ambiente in cui si vive e alle patologie croniche di cui si soffre), sociale (dovuto alla qualità delle relazioni che si mantengono), mentale (dovuto al modo in cui si reagisce alle situazioni che la vita presenta).

  • 16 02 2016

    Alimentarsi in modo naturale necessità di mangiare cibo naturale cioè coltivato in modo naturale. Questo tipo di cibo risulta più sano e nutriente e questo consente al nostro organismo di rimanere in salute, di prevenire le malattie moderne moderne e per contribuire a conservare l'ambiente naturale.

  • 18 02 2016

    Il latte materno è l'unico alimento, oltre all'acqua, completamente digeribile e funzionale alla salute. Tutti gli altri alimenti non tossici alle dosi consigliate sono comunque costituiti da un complesso di sostanze il cui effetto sulla salute spesso non è stato ancora ben studiato e/o ben capito.

  • 05 11 2016

    Molti stanno tornando a vinificare in proprio per avere un vino di qualità e sano, senza aggiunta di lieviti e solfiti ma non è per niente facile e ci vuole molta conoscenza, capacità, impegno e impiego di risorse per riuscire in questa impresa. Si dovrebbe bere vino senza solfiti aggiunti.

  • 27 11 2016

    L'animale che sente di essere a rischio di morire si mette autonomamente a digiuno. Per digiuno si intende nessuna assunzione di cibo ed è obbligatorio bere acqua durante qualsiasi tipo di digiuno. La scelta di digiunare va sempre concordata col proprio medico di fiducia e non deve essere fatta per seguire mode o col fai-da-te. 

Educare

  • 09 06 2017

    L'avventura dell'educazione parentale (o homeschooling, come la chiamano gli anglofoni) è una scelta che coinvolge tutta la famiglia in un groviglio inestricabile di esperienze ed emozioni e offre l'opportunità di approfondire la relazione tra genitori e figli in un contesto soggettivo, identitario e di appartenza già consolidato per cui non favorisce nuove tipo socializzazioni. La mancanza di socializzazione è la difficoltà maggiore per cui, specie in contesti di famiglie senza molti fratelli o sorelle, è saggio affiancare alle attività di istruzione parentale anche ulteriori proposte volte alla socializzazione al di fuori del contesto familiare (sport di squadra, giochi con altri bambini). 

  • 24 03 2023

    Il tradizionale metodo di allenamento prescrittivo per l'attività di base basato sulla pratica deliberata (ripetizioni in una progressione lineare dal semplice al difficile) è stato affiancato da metodi basati sulla Pedagogia Non Lineare.