• +39 347 833 12 62
  • info@ciboinsalute.it

    Cerca

    Rischi e opportunità della pratica vaccinale di massa

    Le vaccinazioni di massa hanno certamente contrastato alcune pericolose malattie nel passato (il vaiolo nel XVIII secolo, la poliomelite XX secolo) ma in assenza di  epidemie sono messe in discussione. Desta preoccupazione e sofferenza l'obbligo indiscriminato di vaccinazione (e mutivaccinazione) fin dalla più tenera età (2/3 mesi), anche per i prematuri, contro malattie localmente eradicate (come poliomelite e difterite), poco presenti (come la meningite da meningococco), diversamente contagiose (come l'epatiteB e il tetano) e pericolose solo per pochissimi soggetti più deboli degli altri (come morbillo, parotite, rosolia e varicella). In sostanza ci si chiede se per proteggere pochissimi soggetti comunque esposti a tante altre patologie molto più pericolose valga la pena di mettere a repentaglio la salute di tanti bambini perfettamente sani. L'obbligo civile ed etico di condividere rischi e doveri si scontra con la necessità per ogni genitore di tutelare la salute dei propri figli.

    Non aiuta a risolvere la diatriba una farmacovigilanza poco autorevole e il cortocircuito tra business delle aziende farmaceutiche, ricerca scientifica, controlli e classe medica. E' frutto di polemica la mancanza di studi scientifici utili a rassicurare i genitori dubbiosi e che fughino i dubbi riguardo l'efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni di massa come la tossicità di alcuni aidiuvanti e conservanti, il pericolo del mimetismo molecolare degli antigeni vaccinali, la distorta attivazione del sistema immunitario in età neonatale o infantile. Le argomentazioni a supporto della pratica vaccinale di massa in tenerà età fanno leva sul fatto che la maggior parte degli studi effettuati finora ritiene che la vaccinazione sia il mezzo maggiormente efficace e sicuro per proteggere la salute pubblica e dei singoli. Di contro si contesta che a pagare il prezzo di questa impostazione statistica siano particolari neonati potenzialmente sani scelti a caso dalla sorte. L'evidenza statistica cerca di previcare l'istinto di protezione di una mamma che ha paura che sia suo figlio a rimenere danneggiato dai vaccini.

    Appare infine paradossale inasprire le politiche repressive contro genitori che vogliono informazioni e sono attenti alla salute dei propri figli solo perchè non accettano la pratica vaccinale indiscriminata.

    Nel dettaglio si presentano alcune questioni alla base del rifiuto della vaccinazione indiscriminata di massa in età neonatale e infantile.

    Riguardo a malattie come poliomelite e difterite per le quali in Europa si rilevano da anni coperture vaccinali inferiori a quelle italiane ma nessun allarme o obbligo e questo soprattutto nei paesi più sviluppati del nostro (ad esclusione della Francia ma per patologie diverse). In Europa e in Italia nessun bollettino di allarme epidemico è stato emesso. A livello epidemiologico e per le patologie contro le quali vige l'obbligo di vaccinazione (poliomelite, difterite, tetano ed epatite B) non c'è stata nessun superamento della soglia di allarme. Anzi nel 2015 il dato medio per la vaccinazione anti-poliomelite era del 93,4% (fonte dall'ISS, Istituto Superiore di Sanità). L'unico dato che preoccupa è che la copertura scende avvicinandosi a quella media europea ma mantenendosi comunque ben al di sopra del livello di allarme del 10% circa. Infatti per la poliomelite e la difterite il livello di allarme corrisponderebbe al 85% mentre dovrebbe essere superiore al 95% solo per patologie come il morbillo che comunque non sono tra quelle per le quali è previsto obbligo vaccinale. Entrambe le tipologie di vaccini antipolio e anti difterico non impediscono la libera circolazione del patogeno in quanto l'antipolio salk non fornisce immunità intestinale quindi non impedirebbe il contagio ma solo il decorso patologico e l'antidifterico è tarato sul tossoide e non sul batterio che sarebbe libero comunque di infettare ospiti. Se si volesse impedire la circolazione del virus della poliomite bisognerebbe tornare a vaccinare col Sabin. Patologie come il tetano e l'Epatite B, al contrario, hanno una diversa tipologia di contagiosità. Il tetano infatti non è una malattia che si trasmette da uomo a uomo. L'epatite b si trasmette solo per via parenterale (contatto diretto di sangue) o genitale che unito al fatto che sia il vaccino antitetanico che quello antiepatiticoB abbiano una certa efficacia solo per 5 anni porta a considerare la ricerca di elevate coperture infantili senza alcuna motivazione di salute pubblica. Vaccinare in età infantile contro queste due patologie è e rimane un atto personale che non può influenzare il rischio altrui. Sarebbe invece raccomandabile e molto più efficace che vengano vaccinati i ragazzi dal 12-esimo anno di età a meno di situazioni familiari predisponenti, difatti la somministrazione del vaccino antipatitico di tipo B e delle relative immunoglobuline si è dimostrata efficace, al fine di interrompere la trasmissione del virus, nei neonati di genitori tossicodipendenti o già portatori del virus per i quali il rischio di trasmettere il virus al feto è comunque pari al 6% indipendentemente o meno dalla possibilità di vaccinare il neonato.

    Col decreto 73 del 7 giugno 2017 sono resi obbligatori anche alcuni vaccini a a virus vivi attenuati come quelli contro Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella. Un vaccino a virus vivi attenuati è composta da virus vivi ma che si possono replicare in modo molto più rallentato diminuendo di molto le possibilità di ammalarsi e dando tempo al sistema immunitario di immunizzarsi. Il problema sanitario che deriva da questo tipo di vaccini è che dopo il vaccino si è infetti ed esiste il potenziale rischio di trasmettere il virus vaccinale per circa 6 settimane a soggetti deboli almeno come è scritto anche nel foglietto illustrativo di PriorixTetra MPRV, certificato dall'AIFA nel marzo 2017. In pratica lo Stato obbliga tutti i neonati a farsi somministrare farmaci che mettono a rischio la salute di alcuni e non impediscono la circolazione di virus pericolosi e lo approva sgravando le case farmaceutiche della responsabilità oggettiva dei danni eventualmente prodotti. che l'inattivazione del virus non è sufficiente a proteggere tutti i soggetti immunodepressi o immunodeficienti si evince anche dalle linee-guida per trapiantati o malati di tumore:

    Chi usa questo tipo di vaccini mette a rischio le persone più deboli in modo inconsapevole quando il neo-vaccinato è asintomatico. Riguardo al vaccino acellulare contro la pertosse esso non conferisce una efficace protezione personale nè impedisce la circolazione del patogeno in quanto agisce contro la tossina, non contro il batterio, quindi anche con elevate coperture vaccinali i soggetti che non si possono o non si vogliono vaccinare non sono adeguatamente protetti.

    L'Istituto Superiose di Sanità ammette che il vaccino contro l'Haemophilus influenzae di tipo B agisce conto il 15% dei ceppi che danno malattia invasiva in Italia. Non è stato autorizzato nessun vaccino per bambini sopra i 5 anni di età quindi la coorte dei nati 2001-2011 non può vaccinarsi con l'esavalente. Non si capisce quindi come si fa ad applicare la legge se non esiste il farmaco adeguato.

    Riguardo ai vaccini contro il meningocco l'Italia ha la minor incidenza in Europa di portatori sani e di rischio epidemiologico tranne limitate zone come la toscana e la lombardia in cui il meningocco di tipo C è presente ma con numeri paragonabili a quelli europei (dove non c'è alcun obbligo) e stabilmente sotto la soglia di rischio epidemia. Il vaccino contro il ceppo B è ancora in sperimentazione ed è illegale obbligare genitori di neonati sani a partecipare a ricerche scientifiche senza una libera scelta.

    Un vaccino è un farmaco (testato però in modo molto meno approfondito) e può presentare possibili effetti indesiderati anche gravi in determinati soggetti suscettibili anche se sani a causa degli eccipienti o dei principi attivi. Se si considera il contenuto massimo ufficiale ad esempio di formaldeide (soatanza cancerogena) in un vaccino, cioè 0,1 mg (fonte ISS Piemonte) e lo si confronta con la quantità di formaldeide naturalmente presente in un bambino di 2 mesi del peso medio di 5 kg che è di circa 1,06 mg si nota che in un minuto dall'inoculo si avrebbe un aumento della percentuale di formaldeide del 10%. L'alluminio è un codetto adiuvante, cioè un componente addizionato per aumentare le probabilità di risposta del Sistema Immunitario al vaccino. Il suo contenuto massimo può arrivare fino a 2,5mg (fonte ISS Piemonte). Considerando che a due mesi di vita un neonato può assumere circa 25mg di alluminio dal latte materno e che questo alluminio non sarà tutto assimilato, ciò significa che con un vaccino si può aumentare la concentrazione di alluminio per più del 10% almeno. L'alluminio, sospettato di causare autismo, ha effetti tossici sul sistema neurologico. In condizioni di corretta funzionalità epatica e renale in circa 2 settimane viene smaltito il 75% dell'alluminio introdotto, il resto si può accumulare e/o depositare in vari organi, tra cui anche nel cervello. In presenza di polimorfismi geneteci relativi alla detossificazione come PON1, GSH, GSR, ci può essere più suscettibilità a non detossificare. Va considerato che circa il 30% della popolazione italiana è eterozigote per la mutazione C677T dell'enzima MTHFR (MetilTetraHidroFolatoReduttasi) e quindi ha una capacità inferiore di produrre glutatione, il più potente enzima detossificante e antiossidante e quindi minori possibilità di disintossicarsi dall'alluminio, il 3% della popolazione è addirittura omozigote per il MTHFR per cui tale capacità è ancora più diminuita. I numeri non sono così esigui da esser trascurati. Tali varianti genetiche, se non precocemente diagnosticate e adeguatamente silenziate possono diminuire la capacità di smaltimento anche delle altre sostanze tossiche contenute nei vaccini. Chiaramente la maggior parte della popolazione infantile è in grado di detossifcarsi da queste sostanze tossiche. Si tratta quindi di valutare caso per caso senza generalizzare e di individuare quei casi di neonati che non hanno la capacità di gestire anche dosi sotto la soglia di sicurezza di queste sostanze tossiche.

    Un altro fattore che può negativamente influire nella reazione attesa dopo la profilassi vaccinale e il rapporto tra stress e sistema immunitario messo in luce dagli studi del professor Dhabhar. Vi è un possibile rischio che uno stress cronico latente possa mal predisporre un neonato a ricevere una vaccinazione parenterale quando il sistema immunitario se l'aspetta periferica. In alcuni foglietti illustrativi è consigliato di spostare sottopelle la sede dell'inoculo. C'è poi il caso delle autoimmunità scaturite da stress cronici. L'effetto dello stress sul sistema immunitario è noto fin dal 1930 e c'è da chiedersi come si possa misurare lo stress cronico in un neonato per evitare di esporlo troppo presto a vaccinazione multipla .

    Gli studi sembrano confermare che la vaccinazione risulterebbe in una immunizzazione più efficace se venisse effettuata in concomitanza di uno stress acuto e non cronico. Questo significherebbe che il semplice dolore dell'iniezione del vaccino potrebbe aumentare le probabilità di risposta positiva del soggetto vaccinato. D'altro canto sia uno stress acuto che cronico può slatentizzare un processo autoimmune e quindi è chiaro che la vaccinazione, mimando una reazione immunitaria, può porre le basi per la manifestazione di eventuali autoimmunità. Una determinazione dei meccanismi fisiologici attraverso i quali gli stress e gli ormoni dello stress aumentano o sopprimono le risposte immunitarie è di fondamentale importanza per chiarire il rischio, sviluppando interventi preventivi e terapeutici e ottimizzando la risposta del neonato al trattamento. La spiegazione di tali meccanismi agevolerebbe lo sviluppo di trattamenti biomedici destinati a sfruttare la fisiologia di un individuo per aumentare selettivamente, durante la vaccinazione, la risposta immunitaria senza però incorrere nel rischio di disturbi autoimmuni o infiammatori.

    In conclusione devono ancora essere compiuti studi esaustivi riguardanti la correlazione tra vaccinazioni e:

    • malattie autoimmuni per scongiurare il caso che l'attivazione del sistema immunitario non si rivolga verso molecole del proprio organismo (mimetismo molecolare)
    • allergie per scongiurare il caso che l'attivazione del sistema immunitario non si rivolga verso molecole innocue o non si traduca in una infiammazione cronica/latente che non si riduce e può favorire disordini cardiovascolari, l'obesità, la depressione e l'autismo
    • inibizione/regolazione di altri fattori del sistema immunitario

    E' chiaro che finchè non si avrà un quadro chiaro e completo non si potrà mai affermare con certezza l'assoluta innoquità ed efficacia dei vaccini e della pratica vaccinale di massa su neonati.

     

    Nuovo calendario vaccinale (riferito al primo anno di età con i richiami):

    Esavalente hexyon a monitoraggio addizionale (sapete cosa vuol dire vero?) a 61 giorni+ antipeumococco e antirotavirus;
    Dopo 15 gg bexsero a monitoraggio addizionale;
    Dopo altri 15 gg antirotavirus;
    15 gg dopo bexsero a monitoraggio addizionale;
    15gg dopo hexyon monitoraggio addizionale più antipeumococco e antirotavirus;
    30gg dopo di nuovo bexsero a monitoraggio addizionale;
    150gg hexyon a monitoraggio addizionale e 3° antipneumoccico;
    A 1 anno(anticipiamo???) Mpr+ antimeningoccico c;
    Dopo 30 gg varivax( beh,almeno l' hanno staccato dall' mpr,si vede che tutte quelle crisi convulsive davano troppo nell'occhio);
    Altri 30gg e bexsero a monitoraggio addizionale tanto per gradire;

    Si rammenta che non esiste per i nati 2001-2011 un vaccino anti aemophylus influenzae di tipo B certificato e questo mette in discussione la possibilità di adeguamento della copertura per i bambini 5-16 anni.

     

    Link sul tema:

    Infrarix Esa (esavalente antipoliomelitico inattivato IPV, antidfterico D, antitetanico T, antipertossico acellulare Pa, anti Aemophilus influenzae tipo B, anti Epatite B rDNA HBV), foglietto illustrativo. Formaldeide, effetti sulla salute da wikipedia

    J Autoimmun. 2011 Feb;36(1):4-8. doi: 10.1016/j.jaut.2010.07.003. Epub 2010 Aug 13.
    'ASIA' - autoimmune/inflammatory syndrome induced by adjuvants. Shoenfeld Y, Agmon-Levin N.

    Pharmacol Res. 2015 Oct;100:190-209. doi: 10.1016/j.phrs.2015.08.003. Epub 2015 Aug 12.
    Vaccines, adjuvants and autoimmunity. Guimarães LE, Baker B, Perricone C, Shoenfeld Y

    Autoimmun Rev. 2015 Oct;14(10):880-8. doi: 10.1016/j.autrev.2015.05.014. Epub 2015 May 29.
    On vaccine's adjuvants and autoimmunity: Current evidence and future perspectives. Pellegrino P, Clementi E, Radice S

     

    -

    Questo articolo è stato pubblicato a scopi puramente informativi e non può sostituirsi in alcun modo al parere di un medico. In caso di dubbi sul proprio stato di salute contattare il proprio medico o un professionista sanitario. Chiedere sempre il parere al proprio medico di fiducia prima di qualsiasi scelta inerente la salute. Si declina ogni responsabilità dal seguire qualsiasi consiglio senza averne parlato col proprio medico