• +39 347 833 12 62
  • info@ciboinsalute.it

    Acqua

    L'acqua è il nostro alimento più importante. Infatti costituisce circa il 70% del peso corporeo di un adulto (in un neonato anche l'80%). L'acqua viene assunta o tramite i cibi e direttamente bevendo. Occorre sempre rispondere allo stimolo della sete (facendo poco uso di bevande alcoliche o caffè). Mediamente un adulto dovrebbe bere circa 2 litri di acqua al giorno. Il fabbisogno idrico diventa particolarmente importante per chi fa sport, suda, per i bambini e durante la stagione calda. Occorre bere anche quando la sensazione della sete non è presente poichè il suo stimolo può essere alterato.

    L'acqua si classifica come potabile, da bere, di sorgente e minerale. L'acqua potabile deve contenere la giusta dose di sali minerali e per non avere controindicazione devono essere anche controllate le concentrazioni dei seguenti parametri:

    • residuo fisso
      • Minimamente mineralizzate: < 50 mg/l; povera di sali minerali

      • Oligominerali: <500 mg/l

      • Minerali: tra 500 e 1000 mg/l

      • Ricche di sali minerali: > 1500 mg/l

    • conducibilità elettrica
    • alcalinità
    • durezza
      • <10 °F        dolce

      • 10-20 °F    moderatamente dura

      • 20-30°F     dura

      • >30°F         molto dura

    • calcio
    • magnesio
    • sodio, il limite è di 200 mg/l
    • potassio
    • nitrati, il limite è di 50mg/l
    • nitriti, il limite è di 0,10 mg/l
    • ammonio, il limite è di 0,5mg/l
    • cloruri, il limite è di 250mg/l
    • fluoruri, il limite è di 1,50 mg/l
    • solfati, il limite è di 250mg/l
    • cloro residuo, il limite è di 0,2 mg/l
    • arsenico, il limite è di 10 ug/l
    • manganese, il limite è di 50 ug/l

    E' singolare che per i nitrati la concetrazione massima ammessa nelle fosse biologiche di scarico di acido nitrico non debba superare i 30 mg/l mentre il limite massimo dei nitrati per l'acqua che esce dal rubinetto è di 50 mg/l. L'acqua in uscita dall'impianto fognario dovrebbe avere una concentrazione di nitrati inferiore a quella in ingresso, Il dubbio che il limite posto a 50 mg/l sia troppo alto verrebbe a chiunque.

    La sensazione di sete non è sempre una indicazione precisa del nostro stato di idratazione in quanto il corpo agisce in modo adattativo e quindi cerca di smorzare gli effetti prolungati e di enfatizzare quelli temporanei. In altre parole se una condizione di disidratazione si protrae alla lunga il corpo non lo segnala più. Un regime alimentare ricco di carboidrati secchi e uno stile di vita sedentario possono similmente alterare la sensibilità alla sete.

    Generalmente si percepisce lo stimolo della sete dopo aver perso liquidi col sudore a causa di attività fisica intensa o a causa del caldo oppure dopo aver parlato molto oppure in ambienti molto secchi oppure dopo aver mangiato salato in quanto i reni devono diluire il sale eliminandolo dal corpo con le urine. Lo stimolo serve a segnalare il bisogno del corpo. Se questo stimolo per qualche motivo non funziona bene il rischio è che gli organi del corpo che hanno più bisogno in un certo momento si approvvigionino da altri organi. La pelle, le labbra in particolare, sono tra i primi distretti a sacrificarsi cedendo acqua per le esigenze di altri organi interni, ad esempio a favore dell'intestino durante la digestione. Dopo un certo periodo si tempo in cui lo stimolo della sete non funziona correttamente il corpo cerca di adattarsi a quella che suppone essere una situazione di siccità esterna, diminuendo lo stimolo della sete per non stressarci ulteriormente. In pratica il corpo crede che vi sia una impossibilità di approvigionarsi d'acqua. Permandendo le condizioni alimentari e di stile di vita errate si cronicizza anche lo scompenso ormonale.

    Anche la sovrabbondanza di carboidrati secchi (farine) può favorire lo scompenso ormonale della sete perchè essi:

    • contengono meno liquidi (30%) rispetto ai carboidrati vegetali (80-90%)
    • aumentano il fabbisogno di liquidi attivando l'aldosterone che serve a trattenere il sale
    • il nostro corpo non è attrezzato a gestire l'assunzione di grandi quantità di zuccheri

    Per questi motivi spesso si può sentire un forte bisogno di 'bagnare' un prodotto da forno ma in realtà la necessità è quella di aggiungerci saliva contenente l'enzima amilasi che serve a digerire i carboidrati. Tale sensazione di cibo asciutto non si prova se si assumono grassi o carboidrati contenuti nelle verdure (zucche, carote, batate). L'assunzione di amidacei rigonfi d'acqua come la pasta o le patate cotte è un'arma a doppio taglio perchè se da un lato viene soddisfatto il bisogno di bagnare i carboidrati, dall'altro l'idratazione non è data dalla saliva contenente amilasi ma acqua semplice e ciò trae in inganno il nostro sistema di controllo che non è più in grado di capire quando è il momento di deglutire il boccone.

    Chi ha una dieta piena di carboidrati secchi deve tenere in bocca per parecchio tempo l'alimento, sia che si tratti di biscotti secchi che di pasta cotta. Oltre a ciò bisogna bere almeno 2 litri di acqua al giorno lontano dai pasti perchè bere a pasto diluisce i succhi gastrici e perciò si dovrebbe bere fino a un quarto d'ora prima dei pasti dopo due ore dal pasto. Uno stomaco o un intestino che affrontino la digestione disidratati non riusciranno ad assolvere in modo efficiente il loro compito.

     

     

     

    {jcomments on}

    Tags: ,