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    L’humus e’ la sostanza organica del terreno assimilata dai vegetali mediante processi biologici influenzati dall’ossidoriduzione e, soprattutto, dal microbioma del suolo (batteri, funghi, virus), da lombrichi e altri piccoli organismi, da alghe e complessi enzimatici che vengono liberati dagli stessi e dalle radici delle piante, da acidi organici che provengono dal metabolismo delle radici. Per questo si parla di humus attivo, humus vivo perchè è composto da decine di miliardi i esseri viventi per cm3. L'humus si forma solo in particolari condizioni chimico fisiche e biologiche.

    La radice etimologica della parola humus rimanda al concetto di umiltà, umanità. Essenzialmente significa che l'umanità deve preservare o ricreare l'humus e benficierne in modo umile. In pratica la parola humus chiede al contadino di essere umile, di imparare e assecondare i naturali processi che la natura ha stabilito e non di pensare di poterli stravolgere. L'agricoltura moderna è riuscita ha inventare l'agricoltura biologica nei cui terreni spesso c'è meno humus che in una prateria selvatica. Altro che umiltà, dobbiamo riconoscere la nostra presunzione e inettitudine. L'agricoltura biologica ha senz'altro avuto e ha il merito di farci interrogare su certi temi ma non può essere la soluzione. La soluzione è l'umiltà, è essere umili con la terra, molto più umili, non pensare di stabilire noi le regole del gioco ma di imparare dalla natura che è in grado di fertilizzare un terreno molto più e molto meglio di noi.


    In prossimità delle radici di certe piante si svolge pertanto un’intensa attività biochimica e biologica, mentre in altre radici o in specie diverse di piante si trova un’attività più ridotta. L’interazione di tutti questi fattori, particolarmente nella zona radicale (rizosfera) in presenza di precise condizioni ambientali porta ad una presenza duratura di humus colloidale e neutrale o quasi neutrale, oppure ad un humus acido e labile. Si deve fare quindi una distinzione tra humus naturale e fine humus elaborato. A ciò si aggiunge poi ancora la sostanza organica grezza non elaborata, composta da foglie, radici, spoglie di piante, animali e piccoli esseri, che richiede però ancora di essere trasformata prima di poter diventare humus.


    Nella struttura organica del terreno hanno luogo tre processi principali: a) decomposizione delle materie grezze che vengo impiegate per la formazione di humus; b) la ricostruzione di sostanze umiche durature; c) il mantenimento o la perdita delle sostanze di strutturazione. Se questi tre processi si sviluppano in modo equilibrato, possiamo parlare di un terreno sano. Ma se questo equilibrio e’ turbato, il terreno si ammala e patisce tra l’altro i disturbi metabolici.
    Un terreno agricolo sano e ricco di vita, come lo si può trovare in appezzamenti coltivati ad Erba medica, trifoglio e buon frumento, contiene lombrichi: fino a 800 kg per ha o dai 7 ai 15 milioni per ha. Essi possono produrre finissimo terreno umico sino a 45.000 kg per ha, in casi limite fino a 60.000 kg per ha e per anno.

    Organismi simili a funghi e alghe.   500kg/ha
    Funghi ciliari (actinomiceti).            700kg/ha
    Batteri del terreno d’ogni tipo.         500kg/ha
    Protozoi.                                                2850kg/ha

    Il contenuto organico, nei valori massimi, e’ pertanto di circa 6400 kg per ha. Di norma si suppone che i 12 cm di strato superiore coltivabile del terreno sia di 2.250.000 kg per ha.
    Il contenuto di sostanza organica e di humus elaborato e’ circa lo 0,375 %. dato che i contenuti di sostanza organica oscillano tra lo 0,5 ed il 6%. Il raccolto in prodotti che vengono elaborati dagli organismi del terreno, e’ attorno ai 67.500 kg per ha, vale a dire dieci/undici volte di più. Ciò costituisce un volume e un fattore produttivo enorme da cui l’agricoltore può trarre dei vantaggi – posto che egli voglia e sappia come li si raggiunge.

    Il contenuto totale di sostanza organica in un terreno agricolo, oscilla generalmente tra il 0,50 e il 5%, cioè tra 11.150 e 111.150 kg.

    Quando la copertura vegetale scompare, il terreno si inaridisce, le precipitazioni non filtrano più nel terreno, scorrono via e trascinano con se’ la terra fertile, la asportano zolla a zolla. Il livello delle acque sotterranee si abbassa, i fiumi di corso perenne ora portano acqua solo nel periodo delle piogge, gli uomini devono andarsene altrove perché la terra non e’ più in grado di sfamarli.

    Il terreno e’ un sistema dinamico-colloidale che ubbidisce alle regole della chimica colloidale e che ha le medesime peculiarità, per esempio della pianta vivente, e che per tanto mostra fenomeni simili o uguali alle parti di un organismo vivente dotate di capacita’ di reazione.

    dal libro ” La fertilità della terra” di Ehrenfried Pfeiffer.(collaboratrice di Rudolf Steiner, precursore della biodinamica)

    Vantaggi delle cover crops in agricoltura convenzionale:

    • Trattengono l’azoto non utilizzato dalla coltura principale, poi lo restituiscono al terreno evitando perdite per dilavamento
    • Alcune cover crops come veccia, trifoglio e pisello, essendo leguminose, fissano l’azoto atmosferico e ne aumentano così la dotazione nel suolo
    • Gli apparati radicali, di diversa conformazione ed estensione, effettuano una vera e propria lavorazione del suolo, arieggiandolo e contribuendo alla creazione degli interstizi che favoriranno l’applicazione successiva della gestione conservativa dei terreni
    • La vegetazione presente sul terreno durante i mesi invernali lo salvaguarda dagli effetti disgreganti provocati dalle piogge battenti e dai fenomeni di ruscellamento, particolarmente dannosi nelle aree collinari
    • La copertura del suolo toglie luce alle infestanti, che si sviluppano molto meno rispetto a un terreno nudo, e le radici di alcune cover crops come la senape liberano sostanze che inibiscono la crescita delle infestanti

     

    Premi del PSR per le coltivazioni di cover-crops, il nuovo agricoltore

    sovescio primaverile-estivo, Veneto agricoltura

    sovescio autunno-primaverile, Veneto agricoltura

    Per i sovesci primaverili le specie migliori sono state individuate nell’ambito della famiglia delle brassicacee, come Raphanus raphanistrum, Brassica juncea e Sinapis alba, sia in purezza che in combinazione tra di loro.

    Per i sovesci estivi le specie più efficaci sono risultate Sorghum vulgare e Pennisetum glaucum.

    Per i sovesci autunno-vernini i migliori risultati li hanno forniti le combinazioni di graminacee con leguminose, come ad esempio Secale cereale + Vicia villosa, Lolium multiflorum + Faba minor, Hordeum vulgare + Vicia sativa.

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    Per riuscire a coltivare due o più specie assieme bisogna scegliere con attenzione le specie da consociare facendo in modo che non si danneggino a vicenda ma, invece, che traggano un reciproco vantaggio dalla loro vicinanza.

    Per la scelta delle specie da consociare si possono tenere in considerazione le seguenti indicazioni di massima:

    • non consociare piante che occupano e sfruttano lo stesso livello di terreno (per esempio patata e cipolla) ma cercare di consociare piante a diverso accrescimento radicale
    • non scegliere piante che appartengono alla stessa famiglia
    • affiancare piante che hanno differente ciclo colturale. Per questo motivo, oltre che per il loro sviluppo contenuto, lattuga, ravanello, spinacio sono largamente impiegati nelle consociazioni
    • calcolare i tempi di coltivazione in modo che le colture consociate si possano accrescere completamente prima che una prenda il sopravvento sull’altra. Ad esempio, coltivando lattuga e pomodoro o lattuga e pisello, fare in modo di raccogliere la lattuga prima che venga soffocata dalla coltura consociata
    • quando è possibile, dare precedenza alle leguminose dato che hanno la possibilità di fissare l’azoto atmosferico di cui potrebbero beneficiare le piante vicine. Da segnalare, tuttavia, che alcune esperienze hanno messo in rilievo che ortaggi come aglio, cipolla e porro, si adattano male ad essere consociati con le leguminose
    • nella consociazione bisogna anche tener conto della classificazione degli ortaggi in base al consumo. In sintesi vanno consociate colture ad elevato e medio consumo oppure medio e debole, mai tra colture a basso ed elevato consumo di azoto

    [ tratto da roverella.net ]

     

    CONSOCIAZIONI CHE SVOLGONO UN’AZIONE REPELLENTE SU ALCUNI INSETTI.

    Pianta ad azione repellente Pianta protetta Insetto
    rosmarino, issopo cavolo cavolaia
    timo, menta, assenzio, salvia cavolo cavolaia
    santoreggia, pomodoro fagiolo mosca
    lino, fagioli nani, petunia patata dorifora
    tagete fava tonchio
    avena, pomodoro, frumento asparago mosca
    spinacio, lattuga bietola altica
    porro, cipolla, aglio carota mosca
    pomodoro, trifoglio cavolo mosca
    sedano, carota cipolla mosca
    canapa patata grillotalpa
    porro, cipolla, aglio sedano mosca
    porro, cavolfiore sedano septoriosi

     

    In merito alle consociazioni favorevoli di aprile, ecco quelle indicate per la buona riuscita di un orto d’aprile sinergico:

    Fava – olivo, mandorlo, ciliegio, meno con la vite
    Fagioli – cavoli, sedani, mais, cetrioli
    Barbabietola rossa – cavolo rapa , cipolla
    Fagiolini – sedani , cetrioli , cavolo, carote
    Pomodori – prezzemolo, cipolla, cavoli, sedano, basilico, fagiolo nano
    Piselli – cavolo, sedano, patate
    Insalate – rafano, fagiolo, cetriolo, rape rosse, barbabietola
    Patate – fave e piselli, tagete

    NON SONO FAVOREVOLI NELL’ORTO SINERGICO

    Fagioli – cipolle
    Barbabietola – pomodori
    Patate – cipolle
    Pomodoro – zucchino o cetriolo