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    Del prato

    Erbe resistenti al caldo e alla siccità:

    • erba medica: resistente alla siccità, non sopporta terreni acidi e ristagnanti, teme il freddo e  si semina a fine inverno, foraggio verde o poco maturo, si taglia all'inizio della fioritura
    • trifoglio rosso: radici meno profonde, il terreno non va preparato con l'aratura, sopporta terreni umidi, dura due anni, viene tagliato dopo il taglio maggengo e lasciato maturare un pò
    • trifoglio incarnato o feroce
    • lupinella
    • sulla
    • lojessa

    Bulatura: tecnica di consociazione agraria che contempla la semina primaverile di una leguminosa foraggera su una coltura in atto di un cereale autunno-vernino (grano, orzo),

    Per semina su sodo si intende la semina di colture erbacee annuali o intercalari su terreni non lavorati e in rotazione in cui è presente una copertura erbosa adatta a formare un letto di semina. La semina su sodo non è una tecnica ma un sistema di coltivazione che integra insieme diverse strategie.  Si effettua in agricoltura conservativa con seminatrici appositamente modificate.

    Tale tecnica conservativa condiziona la superficie senza mai alterare direttamente il suolo. Oltre a evidenti benefici per l'equilibrio e la resilienza pedoclimatica, non lavorare il terreno aumenta la fertilità privilegiando i fenomeni di humificazione e di formazione dei glomeruli a scapito di quelli di mineralizzazione e granulometria causati dalle alterazioni convenzionali.

    La semina su sodo riesce solo se si riescono a integrare le seguenti operazioni:

    • rotazioni colturali dedicate
    • gestione mirata dei residui colturali e delle erbe selvatiche
    • coltivazione di colture di copertura (meglio se leguminose)
    • regimentazione delle acque sotterranee e superficiali

    La semina su sodo non è facilmente adattabile a coltivazioni tipo le orticole con apparati radicali che necessitano di sviluppi particolari. E' di fondamentale importanza la scelta di una successione di cover crops (colture coprenti) che siano in grado di risolvere i principali problemi della semina su sodo:

    • apporto di sostanze nutritive
    • letto di semina adatto
    • controllo delle infestanti
    • adeguata copertura del suolo

     

     Riferimenti:

    A.I.P.A.S., Amici del suolo

    No till farming, wikipedia english

     

    L’humus e’ la sostanza organica del terreno assimilata dai vegetali mediante processi biologici influenzati dall’ossidoriduzione e, soprattutto, dal microbioma del suolo (batteri, funghi, virus), da lombrichi e altri piccoli organismi, da alghe e complessi enzimatici che vengono liberati dagli stessi e dalle radici delle piante, da acidi organici che provengono dal metabolismo delle radici. Per questo si parla di humus attivo, humus vivo perchè è composto da decine di miliardi i esseri viventi per cm3. L'humus si forma solo in particolari condizioni chimico fisiche e biologiche.

    La radice etimologica della parola humus rimanda al concetto di umiltà, umanità. Essenzialmente significa che l'umanità deve preservare o ricreare l'humus e benficierne in modo umile. In pratica la parola humus chiede al contadino di essere umile, di imparare e assecondare i naturali processi che la natura ha stabilito e non di pensare di poterli stravolgere. L'agricoltura moderna è riuscita ha inventare l'agricoltura biologica nei cui terreni spesso c'è meno humus che in una prateria selvatica. Altro che umiltà, dobbiamo riconoscere la nostra presunzione e inettitudine. L'agricoltura biologica ha senz'altro avuto e ha il merito di farci interrogare su certi temi ma non può essere la soluzione. La soluzione è l'umiltà, è essere umili con la terra, molto più umili, non pensare di stabilire noi le regole del gioco ma di imparare dalla natura che è in grado di fertilizzare un terreno molto più e molto meglio di noi.


    In prossimità delle radici di certe piante si svolge pertanto un’intensa attività biochimica e biologica, mentre in altre radici o in specie diverse di piante si trova un’attività più ridotta. L’interazione di tutti questi fattori, particolarmente nella zona radicale (rizosfera) in presenza di precise condizioni ambientali porta ad una presenza duratura di humus colloidale e neutrale o quasi neutrale, oppure ad un humus acido e labile. Si deve fare quindi una distinzione tra humus naturale e fine humus elaborato. A ciò si aggiunge poi ancora la sostanza organica grezza non elaborata, composta da foglie, radici, spoglie di piante, animali e piccoli esseri, che richiede però ancora di essere trasformata prima di poter diventare humus.


    Nella struttura organica del terreno hanno luogo tre processi principali: a) decomposizione delle materie grezze che vengo impiegate per la formazione di humus; b) la ricostruzione di sostanze umiche durature; c) il mantenimento o la perdita delle sostanze di strutturazione. Se questi tre processi si sviluppano in modo equilibrato, possiamo parlare di un terreno sano. Ma se questo equilibrio e’ turbato, il terreno si ammala e patisce tra l’altro i disturbi metabolici.
    Un terreno agricolo sano e ricco di vita, come lo si può trovare in appezzamenti coltivati ad Erba medica, trifoglio e buon frumento, contiene lombrichi: fino a 800 kg per ha o dai 7 ai 15 milioni per ha. Essi possono produrre finissimo terreno umico sino a 45.000 kg per ha, in casi limite fino a 60.000 kg per ha e per anno.

    Organismi simili a funghi e alghe.   500kg/ha
    Funghi ciliari (actinomiceti).            700kg/ha
    Batteri del terreno d’ogni tipo.         500kg/ha
    Protozoi.                                                2850kg/ha

    Il contenuto organico, nei valori massimi, e’ pertanto di circa 6400 kg per ha. Di norma si suppone che i 12 cm di strato superiore coltivabile del terreno sia di 2.250.000 kg per ha.
    Il contenuto di sostanza organica e di humus elaborato e’ circa lo 0,375 %. dato che i contenuti di sostanza organica oscillano tra lo 0,5 ed il 6%. Il raccolto in prodotti che vengono elaborati dagli organismi del terreno, e’ attorno ai 67.500 kg per ha, vale a dire dieci/undici volte di più. Ciò costituisce un volume e un fattore produttivo enorme da cui l’agricoltore può trarre dei vantaggi – posto che egli voglia e sappia come li si raggiunge.

    Il contenuto totale di sostanza organica in un terreno agricolo, oscilla generalmente tra il 0,50 e il 5%, cioè tra 11.150 e 111.150 kg.

    Quando la copertura vegetale scompare, il terreno si inaridisce, le precipitazioni non filtrano più nel terreno, scorrono via e trascinano con se’ la terra fertile, la asportano zolla a zolla. Il livello delle acque sotterranee si abbassa, i fiumi di corso perenne ora portano acqua solo nel periodo delle piogge, gli uomini devono andarsene altrove perché la terra non e’ più in grado di sfamarli.

    Il terreno e’ un sistema dinamico-colloidale che ubbidisce alle regole della chimica colloidale e che ha le medesime peculiarità, per esempio della pianta vivente, e che per tanto mostra fenomeni simili o uguali alle parti di un organismo vivente dotate di capacita’ di reazione.

    dal libro ” La fertilità della terra” di Ehrenfried Pfeiffer.(collaboratrice di Rudolf Steiner, precursore della biodinamica)