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    Rotazioni e Avvicendamenti

    Premessa importante: La rotazione è una esigenza agronomica per aumentare le rese e la qualità del cibo ottenuto. Finora si è sempre poco realisticamente creduto che la terra nutra le piante mentre è oggettivamente vero il contrario e cioè che le piante nutrono la terra. Se si cambia prospettiva perde interesse calcolare quanto azoto consumi una particolare specie. In natura non esiste la rotazione nè il riposo colturale, dopo una montata a seme il terreno risulta ancor più fertile, sotto un pino nasce un pino, sotto una quercia una quercia. C'è qualcosa che ci è sfuggito per secoli. Questo qualcosa sono con tutta probabilità il microbioma e l'epigenetica.

    Il criterio adottato dal metodo manenti prevede di basarsi sul pool di microrganismi mobilitato dalle singole famiglie di vegetali e nelle diverse fasi dello sviluppo della pianta:

    • ortaggi che micorrizano facilmente
    • leguminose (micorrizzano ma interferiscono non sempre positivamente con le colture che seguono)
    • crucifere (non micorrizano facilmente ma non interferiscono negativamente con le colture che seguono)
    • chenopodiacee (non micorrizano affatto e non si devono mettere in successione con una specie che micorriza molto perchè interferisce negativamente anche con la successiva)

     

    Principali regole empiriche riguardanti le interferenze sulla micorrizazione delle successioni colturali

    regole per le successioni micorriziche

     

    Al momento le conoscenze scientifiche non sono approfondite ma solo embrionali. Le specie grandi consumatrici di azoto sembrano ruotare senza problemi tra loro anche nel corso dell'anno (senza riposo intermedio) mentre se si interrompe lo sviluppo completo di una coltura (ad esempio le si impedisce di andare o di maturare il seme) sembra che si instaurino condizioni sfavorevoli per una successione della stessa coltura. Questo potrebbe significare che all'interno di un ciclo colturale completo di una stessa specie vengano mobilitati diversi pool di microrganismi, non tutti favorevoli ad una successione non completa.

     


     

     

    Concetti tradizionali di rotazione

    Il concetto più conosciuto di fertilità del suolo si basa solo sul criterio di esigenza nutrizionale indiretta: (cioè non mediata dal pool di microrganismi e che quindi vede il concime come un nutrimento completamente disponibile per la radice, cosa che però non corrisponde alla realtà) dai le colture più esigenti vanno messe a dimora per prime e negli anni seguenti si scelgono quelle sempre meno esigenti che si nutriranno dei residui lasciati dalle colture precedenti, fino al riposo con sovescio o colture coprenti (cover-crops) per nutrire di nuovo il terreno, lasciar sfogare le erbe spontanee e prepararlo ad un nuovo ciclo

    Seguendo il criterio dell'esigenza colturale l'avvicendamento sarebbe:

    1. riposo con sovescio o cover-crops (prato polifita) o concimazione naturale
    2. coltura più esigente
    3. coltura mediamente esigente
    4. coltura meno esigente

    Altro criterio per la rotazione è quello tra le colture preparatrici o da rinnovo, le miglioratrici e le depauperatrici

    • Colture preparatrici: molto esigenti in fatto di lavorazioni e concimazioni ma lasciano il terreno in condizioni migliori delle preesistenti. Esempi: barbabietola, patata, mais, pomodoro, ...
    • Colture miglioratrici: a prescindere da lavorazioni e concimazioni, arricchiscono il terreno di azoto mediante azotofissazione e disgregano il terreno per l’azione delle radici. Inoltre, ostacolano lo sviluppo delle erbe spontanee. Esempi: leguminose foraggere (erba medica, veccia, trifoglio incarnato, ...)
    • Colture depauperatrici: si avvantaggiano della fertilità residua, lasciando al termine del ciclo il terreno con minor fertilità. Esempi: cereali autunno-vernini (frumento, orzo, avena, segale, farro, ...)